Musici
Principi d’Acaja: una coreografia da capogiro e il millimetrico amaro in bocca
Quando ti trovi davanti a un gruppo di questa caratura, l’unico modo per fare un’analisi sensata è riconoscere l’altissimo valore espresso in piazza. Se parliamo di impatto visivo e scrittura dell’esercizio, Fossano è sceso in campo rasentando la perfezione regolamentare e tecnica. Dal punto di vista della coreografia dei musici, il gruppo non ha accettato compromessi, osando il tutto per tutto e portando il massimale assoluto della difficoltà: un clamoroso 135/135.
Ma la vera notizia non è solo la complessità teorica del pezzo, bensì come i ragazzi siano riusciti a difenderla sul campo. La pulizia generale è stata quasi perfetta, un’esecuzione magistrale macchiata soltanto da un’inezia: appena 0,30 punti di penalità d’esecuzione. Numeri che testimoniano un sincronismo e una precisione di altissimo livello. Guardando l’esercizio nel suo insieme, le figurazioni sono risultate perfette, impreziosite da un bellissimo impatto artistico, in particolare sul movimento del piegamento che ha dato una marcia in più all’effetto visivo del blocco.
Tuttavia, anche i migliori prestano il fianco a qualche piccola sbavatura quando l’asticella è così alta, e l’analisi generale mostra dove si è perso qualcosa. Durante l’esibizione si è notata una separazione dei tamburi a tratti sporca e una sezione fiati che è sembrata comprensibilmente affaticata dal peso del massimale. Andando sui dettagli specifici, sul secondo brano la resa è sembrata un filo offuscata e si è percepito qualche errore di troppo sugli attacchi musicali. C’è da registrare anche una stecca evidente su una delle figurazioni d’insieme e rimane un grosso dubbio regolamentare sull’inginocchiamento proprio nell’ultima figura d’insieme presentata; il regolamento parla chiaro sulla necessità di mantenere la posizione per la maggior parte del brano e, a rivederla, non sembra che i tempi siano stati rispettati pienamente.
Andando invece sul gusto puramente personale – e qui vogliamo proprio cercare il pelo nell’uovo – un’esibizione così bella avrebbe meritato una conclusione diversa sul piano musicale. Intendiamoci, i tamburi sul finale hanno tenuto il ritmo fino all’ultimo, ma l’assenza delle chiarine in chiusura ha tolto un po’ di colore all’impatto generale. Ti lascia addosso quella sensazione come se a un pranzo di gala mancasse il dessert; se avessero suonato anche le chiarine insieme alle percussioni, coronando il finale a pieno organico, sarebbe stato decisamente meglio e avrebbe dato tutto un altro sapore al congedo dalla piazza.
Il vero, immenso peccato per Fossano resta comunque legato a quel dettaglio puramente numerico e di organico, che nulla ha a che fare con il valore tecnico espresso. Difendere questo capolavoro con 3 atleti in meno è costato carissimo: da regolamento è scattata una penalità fissa di 0,60 punti. Quei sessanta centesimi, purtroppo, pesano come un macigno sul verdetto finale, perché sono l’unico vero motivo che è costato al gruppo la vittoria della categoria Musici.
Resta la consapevolezza di aver messo in mostra una qualità straordinaria, in un campionato dove ogni decimo si paga a caro prezzo.
Lady Cocca – Bloody Mary – Christine de Pizan
Sbandieratori
Principi D’Acaja: un trionfo di stile, sincronismo e portamento
I Principi D’Acaja si prendono il gradino più alto del podio in questo girone con un totale di 24,77, un primo posto strameritato per un’esibizione che è stata un vero gioiello, curata maniacalmente nei minimi dettagli. A colpire ed emozionare la piazza è stato soprattutto il sincronismo perfetto con i musici: un dialogo continuo tra bandiere e tamburi che ha dato un ritmo e un’armonia unici a tutto l’esercizio. Bellissimi da vedere e bravissimi a tenere il campo, i ragazzi hanno mostrato un portamento magnifico, un’eleganza innata che è risultata senza ombra di dubbio la più alta tra tutti i gruppi in gara.
L’esecuzione è apparsa complessivamente abbastanza pulita, anche se la severità dei giudici si è fatta sentire. Il tabellone recita un ottimo 7,60 (6,10 + 1,50) che premia la tenuta d’insieme, ma a guardare bene le pieghe del voto si intuisce che la giuria ha ravvisato alcune penalità lievi e medie, e forse ci è scappato anche un errore più pesante che ha tolto quel pizzico di brillantezza in più che avrebbe reso il punteggio ancora più tondo.
Sul piano della scrittura dell’esercizio, i ragazzi hanno spinto la strategia al limite, ma hanno dovuto fare i conti con la spietata legge dei massimali che regola questo sport. Nella composizione si vede un lavoro fatto d’oro, una struttura pensata benissimo dove quasi ogni movimento era segnato sulla scheda; eppure, quel gran voto di 10,30 è rimasto un pizzico schiacciato dal superamento del massimale di Santa Caterina, che ha sbaragliato tutti con un imbattibile 11,00. Una sorte simile è toccata anche alle difficoltà: i Principi hanno buttato sul rettangolo di gara tutto il massimale che avevano in corpo, strappando un solido 8,53, ma anche qui la corsa al punteggio puro è stata parzialmente frenata dal picco assoluto toccato da San Pietro, volato a quota 9,00.
A completare il quadro c’è la gestione dell’organico: scesi in piazza in 12, hanno dovuto pagare dazio al regolamento con una penalità fissa di 1,66. Ma alla fine sono dettagli che passano in secondo piano, perché la superiorità stilistica e la quadratura del cerchio mostrate ad Asti rimangono indiscutibili. Primi, bellissimi e con merito.
Ethelfleda, regina di Mercia
