TERRE SABAUDE

Stemma gruppo musici e sbandieratori Terre Sabaude

Musici

Terre Sabaude: il grande potenziale coreografico frena sul suonato

Un massimale da capogiro che dimostra ambizione, ma che si scontra con le insidie di un’esecuzione complessa. Il verdetto della piazza per i musici di Terre Sabaude evidenzia un netto contrasto tra un impianto visivo di altissimo livello e le ripercussioni che quest’ultimo ha avuto sulla resa ritmica complessiva.

Sul lato coreografico, la squadra si è presentata con un esercizio coraggioso, portando un massimale quasi pieno: ben 131,00 punti su 135 disponibili. Le figure proposte erano decisamente chiare e di facile lettura per i giudici, ma la resa non è stata impeccabile. L’esecuzione ha subito 1,10 punti di penalità, a cui si è aggiunta la letale decurtazione di 0,10 punti per gli spazi luce. Oltre agli errori in campo, a pesare sulla coreografia è stata anche la carenza di organico: i 6 atleti in meno rispetto ai 20 consentiti hanno fatto scattare una penalità di 1,20 punti (calcolata su 0,20 ad atleta), portando il punteggio finale del comparto a 7,22.

I veri problemi sono emersi nel momento in cui le scelte coreografiche hanno impattato sul piano del suonato. Terre Sabaude ha schierato una formazione composta di fatto dalla sola sezione tamburi che, senza paura, ha affrontato la piazza a viso aperto. Il punteggio di partenza sulla carta non era affatto male, con un valore di composizione pari a 8,40 su un massimale di 1301,40. All’atto pratico, però, la costruzione di alcuni brani è sembrata fin troppo complicata e ha trascinato il gruppo in una serie di errori: a causa di ben 6,10 punti di penalità d’esecuzione, il bottino reale si è ridotto a 2,30. Queste sbavature si sono avvertite all’ascolto, specialmente nelle separazioni, dove il fuori tempo tra i due blocchi di tamburi era evidente.

Un nodo cruciale su cui lavorare per il futuro riguarda l’accordatura dei tamburi, un aspetto tecnico fondamentale su cui c’è bisogno di intervenire per migliorare e valorizzare la resa sonora complessiva del gruppo in piazza. Certamente presentarsi con i soli tamburi funzionanti comporta un deficit di partenza, poiché viene a mancare il tappeto sonoro delle chiarine in grado di alleggerire qualche imprecisione ritmica; tuttavia, questo aspetto va gestito con attenzione, dato che altri gruppi con sole percussioni sono riusciti a ottenere ottimi risultati mantenendo una buona pulizia. Lo zero assoluto si registra invece nella casella delle difficoltà fiati.

La scelta di inserire in formazione delle chiarine che non hanno suonato e non hanno eseguito parziali si è rivelata purtroppo poco efficace ai fini del punteggio, non portando quel valore aggiunto che ci si aspettava. La classifica finale vede il gruppo al decimo posto con 9,52 punti complessivi: l’organico di 14 elementi totali ha comunque evitato sanzioni numeriche peggiori, ma per il futuro l’obiettivo sarà trovare un migliore equilibrio, investendo proprio sul lavoro di accordatura, alleggerendo i movimenti più complessi e semplificando la struttura dei brani per permettere ai tamburi di esprimersi al massimo della sicurezza.

Christine de Pizan

Sbandieratori

Terre Sabaude: cuore e millimetri contro il regolamento

Dietro quel totale di 22,52 si nasconde una di quelle storie di puro carattere che scaldano la piazza. A guardare il tabellone, la prima cosa che stringe lo stomaco è quel sette nella colonna degli atleti: i ragazzi si sono presentati ad Asti schierando il numero minimo indispensabile imposto dal regolamento FISB. Una scelta difficilissima, che ha significato incassare subito un colpo durissimo, una penalità fissa di ben 3,75 punti svaniti ancora prima di srotolare i drappi. Con le spalle al muro e un margine d’errore pari a zero, non si poteva regalare nulla; la risposta della squadra, però, è stata un inno alla lucidità.

La composizione è diventata così un’opera di precisione millimetrica, un esercizio cucito a mano per costringere i giudici a mettere una spunta su ogni singolo elemento richiesto dal comparto. E questo sforzo immenso ha pagato, regalando un eccellente 10,89 che è andato a sfiorare il picco assoluto toccato da Santa Caterina. Stesso discorso per le difficoltà, dove i ragazzi hanno buttato in piazza tutto quello che avevano in corpo, accettando solo qualche piccolo compromesso stilistico – con scambi appena più semplici rispetto ai mostri sacri della vetta – ma strappando un grandioso 8,08.

Poi, naturalmente, c’è la piazza reale, quella dove il cuore batte a mille e il fiato si fa corto. Qualche piccola sbavatura e le imprecisioni sul finale ci sono state, ed è umano che sia così, ma il gruppo ha saputo stringere i denti senza disunirsi. Quei 6,30 punti totali di esecuzione sono il premio alla loro tenuta mentale, impreziositi da un 1,00 tondo alla voce portamento che racconta di ragazzi rimasti fieri e a testa alta fino all’ultimo rullo di tamburo.

Terre Sabaude torna a casa con un’ottima prova, un concentrato di orgoglio e intelligenza. Hanno dimostrato che anche quando i regolamenti complicano i piani, la qualità della scrittura e l’anima che ci si mette nel difenderla sul selciato possono colmare qualsiasi distanza.

Eleonora di Aquitania

Pubblicato da ventidue_bandiere_e_bollicine

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