MUSICI E SBANDIERATORI CASTELFRANCO DI SOTTO

Stemma Musici e Sbandieratori Castelfranco di Sotto

Musici

Castelfranco di Sotto: l’analisi tecnica di una piazza complessa

Mettiamo subito le mani avanti: a differenza di altre realtà che seguiamo da vicino, per noi il gruppo di Castelfranco di Sotto è una novità assoluta. Non conosciamo la loro storia, il loro vissuto, da quanti anni provino insieme o se abbiano appena affrontato un cambio generazionale; per questo non possiamo fare paragoni con il passato, ma solo analizzare con la massima onestà e oggettività quello che la piazza ha mostrato in questa singola esibizione. Sia chiaro, tutto quello che segue lo diciamo a fin di bene, non per smorzare l’entusiasmo: vi vogliamo bene, siete un gruppo super simpatico e il nostro vuole essere solo uno stimolo tecnico per aiutarvi a crescere, basato esclusivamente su ciò che ci è saltato all’occhio.

La prestazione ha purtroppo sofferto l’assenza di elementi strutturali obbligatori che hanno pesantemente compromesso il punteggio finale, fermatosi a un totale di 9.56 punti che è valso il 9° posto in classifica. Nello specifico, per quanto riguarda la coreografia, è mancata una vera e propria figura di presentazione; le evoluzioni proposte sul secondo brano, infatti, non potevano essere convalidate come tali. A questo si aggiunge la mancanza di passaggi chiave come l’incrocio (tra musici o tra musici e sbandieratori) o la rotazione della figura, elementi che lasciano la composizione scoperta dal punto di vista dei requisiti richiesti.

I problemi maggiori si sono concentrati sul terzo brano, dove è scattata una figura nulla. In questo frangente, i musici non si trovavano dietro il blocco degli sbandieratori e la zona di attivazione non è nemmeno potuta partire, poiché non tutti i musici erano correttamente contenuti all’interno del perimetro degli sbandieratori. È fondamentale prestare la massima attenzione alle figure d’insieme: da regolamento, la figura deve tassativamente iniziare e concludersi all’interno della zona di attivazione, il che significa che deve sempre esserci uno sbandieratore posizionato sia davanti che dietro ai musici per validare l’esercizio.

Anche la gestione delle esterne e degli spostamenti ha mostrato diverse incertezze. Durante i cambi di figura, i movimenti sul campo devono essere più netti e definiti; in diversi passaggi della coreografia, infatti, non si capiva chiaramente se fosse in atto uno spostamento intenzionale o meno, inficiando la leggibilità dell’esercizio. Dal punto di vista visivo, l’esecuzione generale è risultata decisamente sporca, in particolare a causa di vistose disattenzioni negli spazi luce tra gli atleti. L’impressione rimasta è quella di un esercizio che ha bisogno di molta più convinzione e precisione nei passi.

Sul fronte del suonato, la performance ha mostrato alcune lacune nella resa delle sfumature. La dinamica del “piano”, in realtà, c’era ed è stata accennata, ma è risultata talmente esasperata e debole nel volume da non sentirsi quasi per nulla in piazza; l’intenzione è corretta, ma il piano deve comunque mantenere una proiezione acustica tale da farsi sentire. A questo si sono aggiunti evidenti problemi di intonazione nei fiati, che hanno compromesso la resa armonica globale. I dati ufficiali confermano queste pesanti difficoltà strutturali, evidenziando un punteggio di 3.96 sulla coreografia, un 4.75 sulla difficoltà delle percussioni (con i tamburi che hanno comunque cercato di tenere in piedi le fila dell’esercizio) e un nettissimo 0.85 sulla difficoltà dei fiati.

Proprio perché non conosciamo il vostro percorso, prendete questa gara semplicemente come una “fotografia” del momento da cui ripartire. La simpatia e l’energia ci sono tutte: ora serve solo rimboccarsi le maniche, risistemare la scrittura dei brani a tavolino, assimilare a fondo le regole di attivazione e tornare in campo con più grinta che mai nelle prossime competizioni. Non vediamo l’ora di rivedervi!

Lady Cocca – Bloody Mary – Christine de Pizan

Sbandieratori

Castelfranco fa i conti giusti: composizione eccellente e piazzamento pesante

Voliamo ora in Toscana per analizzare la prova di Castelfranco di Sotto, che si presenta in piazza con una strategia chiarissima, tutta testa e calcolo, portando a casa un totale di 19,25. Un punteggio solido, frutto di un esercizio che è sembrato cucito su misura per sfruttare al massimo ogni singola piega del regolamento.

I ragazzi hanno scelto di scendere nel quadrato con un organico di 10 elementi: una decisione saggia e di puro bilanciamento, lontana dagli azzardi numerici che espongono a troppi rischi, che ha permesso di contenere la penalità fissa a un accettabile 2,33.
Ma il vero capolavoro di Castelfranco si è visto nella scrittura della composizione, che ha strappato un eccellente 10,13. L’esibizione è apparsa studiata nei minimi dettagli con l’obiettivo dichiarato di fare bottino pieno, raschiando fino all’ultimo centesimo disponibile. La composizione è stata centrata quasi completamente, mettendo in mostra movimenti studiati a tavolino e così ben leggibili da risultare immediatamente riconoscibili dai giudici sulla scheda, senza lasciare spazio a interpretazioni o zone d’ombra.

Sulla scelta dei coefficienti, invece, la squadra ha preferito non fare il passo più lungo della gamba, optando per una struttura di difficoltà decisamente più semplice rispetto ad altri gruppi in gara, che ha fruttato un punteggio relativo di 6,83. Una mossa prudente, volta a privilegiare la stabilità rispetto ai lanci spettacolari ma rischiosi, che ha pagato dividendi altissimi sull’esecuzione, fermatasi a un buon 4,62. Presentare una scheda più accessibile ha permesso ai ragazzi di mantenere sempre il controllo della situazione e di portare a termine una prova abbastanza pulita, mettendoli al riparo dai disastri visti altrove.

Se c’è una nota stonata in una giornata così ben pianificata, questa arriva sicuramente dal portamento. I punteggi dei giudici sono rimasti bassi, segno che sull’atteggiamento fiero, sulla presenza scenica e sulla postura dei ragazzi c’è ancora da lavorare parecchio in palestra.

Castelfranco torna a casa dimostrando che i campionati si affrontano anche con la tattica: hanno ottimizzato al massimo il materiale a disposizione con un esercizio intelligente, mettendo in cassaforte un ottimo piazzamento e indicando chiaramente qual è il prossimo gradino da scalare per trovare anche l’eleganza che serve a svoltare.

Ildegarda di Bingen

Pubblicato da ventidue_bandiere_e_bollicine

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